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PERCHE' FIRE?
di Stefano Tesè (LAS)
"Perchè fire?".....
iniziava così il primo numero di della fanzine FIRE, e così
vogliamo ricominciare questo progetto....
FIRE è stato il primo fans
club italiano degli U2, il terzo nella loro storia. Una
meravigliosa avventura nata per caso da un paio di amici
che, uniti dalla passione per gli U2, diedero vita a
qualcosa di davvero unico e difficilmente ripetibile, un
idea che si evolse nel tempo, prendendo forme e contenuti
diversi, un idea libera da ogni vincolo, un idea diventata
ideale.
Nel 1983 era tutto diverso:
il gap temporale tra 'l'estero' e 'l'Italia' era ancora
profondo, c'era una lunga distanza da esplorare, la
comunicazione era lenta, i negozi d'importazione erano un
avamposto importante, e spesso le case discografiche
italiane o non pubblicavano un disco edito in Inghilterra o
in Usa, oppure ci impiegavano qualche settimana, e noi via
ad acquistare d'importazione (anche perchè la qualità del
vinile era nettamente migliore). Stabilito qualche contatto,
nel 1984 un mio grande amico di allora, Giuseppe, mi disse
una cosa la cui semplicità risultò poi sconvolgente: 'perché
non fondiamo un U2 Fan Club?'. Partimmo in sei su un
furgone targato BG con il retro aperto, quello dei muratori
(con quella targa!), all'inizio di agosto del 1984. Sapevamo
solo di dover puntare su Windmill Lane, a Dublino. Un
viaggio a 70-80 Kmh di media, con in mente un obbiettivo del
genere non era poca cosa. Ci sentivamo esploratori, io e
Giuseppe, in mezzo a quel sestetto. A Windmill Lane scrissi
la mia lettera a Paul McGuinness, manager degli U2, e al
ritorno, immerso totalmente nel singolo Pride e quindi nello
splendore gelido di The Unforgettable Fire, trovai la decisa
complicità di Laura Buttarelli e Franco Dedevitiis alla
Dischi Ricordi di Milano: loro pensavano sicuramente che io
fossi pazzo, ma decisero che gli piacevo, e che volevano
aiutarmi.(Davide Sapienza)
Ironia della sorte anche nella
mia storia legata agli U2 c'è un Giuseppe. Chissà cosa
pensavo quel giorno che arrivò ospite a casa mia con un paio
di regali. Avevo 14 anni ed il mio interesse per la musica
era molto limitato e distaccato ( giusto quello che
passava per la tv con la defunta Video Music), ma quel
giorno Beppe mi consegnò fra le mani un vinile ed una
cassetta; Nothing Like The Sun di Sting in vinile, e The
Joshua Tree in cassetta....chissà perchè mi affezionai di
più a quel disco nero che aveva un profumo
stranissimo...(..il fascino del vinile di sicuro). La
scintilla non scoccò subito (strano perchè Joshua è poi
diventato il mio album preferito), dovetti ascoltare per
caso Sunday Bloody Sunday, e fu subito un pugno nello
stomaco, quell'adorabile pugno nello stomaco che solo certe
emozioni e sensazioni sono in grado di "infliggere".
Immediatamente mi gettai alla ricerca del CD che conteneva
quella canzone, ed ignaro di tutto trovai in un supermercato
Under A Blood Red Sky, il mio primo CD. Naque così la più
grande passione della mia vita, una passione coltivata in
maniera disordinata, senza una guida, all'avventura da solo,
alla scoperta graduale di sempre più materiale ed emozioni,
fino alla necessità di maggior comprensione di quelle
vibrazioni, di quel messaggio..... Achtung Baby era ancora
un miraggio, degli U2 non se ne parlava da nessuna parte, mi
sembrava di essere un navigatore senza stella polare con il
solo vento che mi spingeva, ramingo alla ricerca di un punto
fermo....la scarsa conoscenza della lingua inglese e la
totale mancanza di un serio "mass media" che mi guidasse
nel sentiero scelto erano grossi ostacoli, poi un giorno in
cui a scuola c'erano quegli adorati scioperi che ti
portavano a vagare per la città tutta la mattinata, capitai
davanti ad una di quelle classiche bancarelle di libri del
centro cittadino, e con enorme sorpresa vidi un libro,
finalmente un libro non sui Duran Duran o Madonna , ma un
libro sugli U2: "U2 Tutti i testi con traduzione a fronte" A
cura di Davide Sapienza della Arcana Editrice. Ecco la
guida! Da quel giorno tutto fu diverso, più bello, più
pieno, più reale...leggevo e rileggevo la breve biografia,
le note del traduttore, la discografia e anche un po' di "bootlegrafia"
a fondo libro...e scoprii dell'esistenza di Fire, anche se
quasi contemporaneamente seppi anche della sua fine.
Quel giorno mai e poi mai
avrei creduto di conoscere e di poter parlare con l'autore
del libro, nonchè fondatore del primo fans club dedicato
agli U2 in Italia, colui che per primo mi ha fatto sognare i
viaggi in Irlanda e mi ha donato una prima piccola
vera "fotografia" di Larry, Adam, Edge e Bono(ma
anche colui che grazie alla sua apprezzatissima opera di
giornalista musicale per diverse riviste specializzate ha formato il 90% del mio bagaglio
rock).
FIRE fu il primo punto di riferimento per i fans
italiani, la fanzine divenne il veicolo comunicativo di un
gruppo di persone che via via diventava sempre più numeroso
e negli anni si trasformò profondamente, diventando poi una
rivista musicale generica, un "luogo" libero, passionale,
dove quel fuoco ardeva grazie a tanta altra legna, ma il
ceppo grosso era sempre lì, sempre lui ad alimentare la
fiamma principale.
Non ho avuto l'onore di
partecipare a Fire quando era in vita(un grande rimpianto),
ma oggi grazie a quello stesso caso che diede inizio a
tutto, mi trovo ad intraprendere un progetto di cui vado
orgoglioso e pudicamente ne sono onorato. Quel caso che
portò Davide a dar vita a Fire, quel caso che mi portò a
collaborare al sito con il mio amico Rudy (creatore di
u2place) , quello stesso caso oggi mi ha fatto incontrare
Guido Sapienza, fratello minore di Davide, con il quale è
nata l'intenzione di rievocare e celebrare quella
grande idea.
Questo progetto vuol riportare
alla luce la vita intera di Fire, in occasione del suo
ventennale, che coincide con quello dell'album The
Unforgettable Fire, vogliamo portare a conoscenza di tutti
quell' entusiasmo che nasceva dagli U2 stessi quando ancora
"erano ragazzi come noi", quell'ardore che trasmettevano,
così diverso da quello di oggi, senza nessuna intenzione di
giudicarlo migliore o peggiore, semplicemente celebrarlo,
con il sogno di proporre con lo stesso spirito, una
continuazione all'idea di 20anni fa (sfruttando le novità e
la comunicatività che oggi internet ci offre) assieme agli
stessi protagonisti di allora, che cordialmente allargano
per noi quel cerchio attorno al fuoco.....quel fuoco
indimenticabile....
Stefano (LAS)
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A Fire Still Burning
di Federico Ferron
"Volevo spendere solo due
parole su quello che ha rappresentato Fire per il
sottoscritto alla fine degli anni '80. Venni a sapere
della sua esistenza tramite un compagno di Liceo che mi
aveva fatto conoscere gli U2. Essendo molto entusiasta
della band, decisi di abbonarmi pure al periodico creato
da Davide, del quale ero già venuto a sapere tramite la
sua traduzione edita dall'Arcana dei testi della band.
Ricordo piacevolmente l'attesa che vi era per ogni
numero di FIRE, il quale peraltro usciva con cadenza più
o meno regolare...E' stato con un po' di delusione mista
a dispiacere che appresi la notizia della fine di quella
rivista, che non trattava solo sulla band irlandese, ma
aveva un' orizzonte musicale più ampio , e che spaziava
pure su letteratura e cinema.
Oggi posso soltanto dire
che mi sento VERAMENTE onorato che in qualche modo,
Davide, abbia scelto di collaborare nella maniera da lui
preferita al sito a cui collaboro pure io.Grazie....."
Federico

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