FIRE è stato un viaggio meraviglioso durato dal 1984 al 1990.
Sette anni che hanno rivoluzionato la mia vita, mentre mi davo da fare per lavorare come giornalista musicale e autore di libri
dedicati al rock, sette anni che hanno segnato forse l’ultimo grande slancio del rock come fenomeno veramente incisivo per la società
contemporanea, mentre “altro” stava prendendo il sopravvento all’interno dell’industria musicale.
Il titolo di questo “saluto” era il titolo dell’editoriale di FIRE N. 12 dell’estate 1987. Sulla copertina campeggia la
scritta “La stampa informa o deforma?”. Non che fosse una novità. Ma certamente dal 1987 ad oggi le cose sono anche peggiorate.
“Non c’è bisogno di un meteorologo per capire dove tira il vento”, diceva questa frase di Bob Dylan. Direi che la cosa vale ancora oggi.
La frase, per la cronaca, era del 1965.
Non so perché nel 1990 decisi di chiudere l’esperienza FIRE. Ne parlai con gli altri, ricordo bene questo. La squadra era affiatata e
peraltro tutte le persone coinvolte lavorano oggi nel mondo della musica. La ragazza che faceva i disegni e che a volte impaginava,
oggi è mia moglie, e si chiama Cristina Donà. Durante tutti gli anni novanta, da quando mi trasferii dalla città alla casa in montagna,
FIRE è sempre stata una presenza occulta nella mia vita, qualcosa con cui confrontarmi. Come ha detto il mio amico Renato Da Pozzo,
“con FIRE hai fatto la differenza”. L’ho fatta certamente per me, nonostante già dal 1985 lavorassi come giornalista e autore di libri
(il famoso primo libro al mondo sugli U2, quello con i testi e le traduzioni per Arcana Editrice).
Le cose sembrano assopirsi, e poi all’improvviso si risvegliano. Mio fratello Guido conosce U2Place.com, me ne parla. Io parlo con
Stefano(LAS). Le cose nascono, le idee fioccano, FIRE rivive come se ci fosse qualcuno e qualcosa che gli chiedono di togliersi dall'appisolamento.
Riprendo FIRE tra le mani e un po’ soffro, un po’ gioisco, ma lo guardo e lo rileggo e dico, avevamo fatto qualcosa di davvero grande.
La grafica elementare ma efficace studiata da Marco. Gli articoli, le realtà artistiche di cui parlavamo solo noi in un momento
storico-musicale molto particolare (con orgoglio ricordo un lungo articolo su Battisti, quando Battisti non era cool), i nomi nuovi
che proponemmo (credo che The Waterboys debbano molto a FIRE).
Ricordo una cosa importante di FIRE. A noi non interessava parlare di cosa passava il mercato. Il mercato lo facevamo noi. Una cosa ci
stimolava, ne parlavamo, proponevamo. Per me, personalmente, FIRE e l’U2 WORLD SERVICE erano una cosa reale, vera, sincera, dove tutto
il sangue e il sudore e la gioia finivano per creare qualcosa di speciale e di molto potente. Qualcosa che nell’ottobre del 2004 compirà
20 anni e che, grazie a questi stimoli proposti da U2Place vorrei vedere celebrato in maniera degna. Lo dico con orgoglio e presunzione,
ma non credo sia esistita più una rivista come FIRE nel panorama nazionale, da allora.
Ho scritto per parecchie testate, ma ognuna di esse si è dimostrata limitata alla propria parrocchia e alla cronaca delle uscite discografiche.
Decine di recensioni, anzi centinaia. Decine di persone che non hanno cultura e passione vera. La passione, noi di FIRE, l’avevamo in
abbondanza. FIRE del resto vuol dire proprio quello, fuoco, passione, ardore. Forse qualcosa riaffiora, nel corso degli anni ho avuto
segnali che non posso trascurare. Che non voglio trascurare.
Personalmente, io fireman in carica, tornerò a espormi senza filtri con il mio “primo libro solista”, dopo sette anni di assenza dalle librerie.
Si chiama “I diari di Rubha Hunish”. Se volete scrivetemi all’indirizzo di Fireman Day Vid, cliccando qui. Vi manderò anche uno scritto inedito
sulla musica e su cosa ha significato per me, anche dopo il ritiro dalla scena giornalistica nel 1998.
E quando vi capita di avere in zona quella ragazza che faceva disegni mistici su FIRE a fine anni ’80, che oggi è un’affermata e straordinaria
cantante chiamata Cristina Donà, andate a vederla. Un po’ di quel fuoco, di quella passione, di quell’amore, li ha colti anche lei in FIRE.
Un brindisi al risveglio dunque.
Davide Sapienza