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FIRE

Il ricordo di chi l'ha vissuto

IL RICORDO DI

di Roberto Anka Grassilli

A una convention di fanzinari, riuniti a Firenze da quell'incosciente di Giancarlo Passarella (a cui molti undergrounders del rock italico devono un grazie), l'Omone Che-non-è-più-un Omone collide con Ted Nylon, poi col sottoscritto, parlando casualmente (?) di Ollio e Stanlio. E' come digitare una password: i rispettivi, deliranti database si aprono uno all'altro, la vicenda Lino e i Mistoterital si connette con quella personale di Davide Sapienza creando una tempesta magnetica di ridondanze, i cui effetti verranno patiti lungo quasi tutto il decennio degli Ottanta.

In quella fase, Davide si presenta come un emissario segreto dell'Isola di Smeraldo. E' un adepto e la sua devozione è naturalmente gratuita: Irlanda e U2 sono ancora lungi dal diventare di moda, lui, come noi, segue le tracce pulsanti di qualcosa in grado di scaldarci il cuore. Veniamo da anni freddi, piombati, disillusi. Ma abbiamo una disponibilità da ventenni, un bonus di generosità da spendere senza tanti calcoli. Siamo disposti a credere anche al Live Aid di Bob Geldof.

Davide vuole subito molto bene ai Mistoterital e loro ricambiano, come è nella loro natura, eccedendo. Non molto tempo dopo, il bravo monzese si trova a fare cori beatlesiani sotto la pioggia, sulla Torre degli Asinelli, a Bologna. Ma il filo multicolore che unisce Sapienza, LMT, i Beatles, l'Irlanda, l'Ispettore Clouseau e Amnesty International non può essere dipanato in queste poche righe. Meglio concentrare il ricordo sull'heart organ ufficiale della combriccola (l'house organ dei Lino era The Fanz, la 'zine autoprodotta).

Vorrei comunicare, prima di tutto, il ricordo del piacere fisico che mi produceva l'arrivo postale di Fire. Aprivo la busta e inalavo profondamente la purezza del prodotto. i volti sobri degli artisti che ammiravo e rispettavo, l'effetto quadernino, liscio, sotto le dita. L'urgenza di comunicare con chi, come il sottoscritto, pregustava l'arrivo dell'albo, mi irradiava in pochi istanti quel piacere volatile di sentirsi un privilegiato. Uno che condivide, uno che sa. Le pagine di Fire sono state fra le prime ad accorgersi di Lino e i Mistoterital, della loro disarticolata voglia di esporsi.

A ben vedere, questo potrebbe essere perseguibile: credo esistano un paio di codicilli civili sul vilipendio alle casse armoniche dello Stato. Però fu vero amore. Davide parlava con entusiasmo di noi, che a nostra volta propagandavamo Fire in ogni consesso. Il Sapienza mi chiese poi qualche disegnetto in tema rockettaro, e di buttare giù riflessioni sulla "vita da rocker" che cavalcavamo in giro, fra feste dell'unità e clubbini alternativi. Mi ritrovai collaboratore di Fire, ed è una delle onorificenze che indosso ancora oggi con maggior orgoglio, l'otto dicembre (la festa nazionale dei reduci del rock... non lo sapevate? NO?). Disegnare conigli con la chitarra, fra una recensione degli Waterboys e un pezzo su Stephen Biko, mi ha diede un senso di libertà e una consolazione difficile da spiegare. I miei pitturelli servivano una causa e mi facevano sentire incastonato in una fettina di novecento, quasi utile, quasi sensato.Per un Mistoterital non fu cosa da poco.

Fire ha accompagnato grandi spostamenti emotivi, miei e delle persone che avevo tutt'attorno. Credo che Davide, the founder, abbia tessuto il prezioso fascicoletto attorno alle sue/nostre domande, alla sua/nostra fame di verità. Poi, quando il bozzolo si stava solidificando troppo, lo ha esploso e ne è uscito da persona nuova, continuando ad evolversi altrove. E gli U2? Già. Con loro ci siamo lasciati da amici il 17 luglio '93, allo stadio di Bologna. Loro dovevano continuare a portare in giro una megattera di luci e suoni, io ritenni che potessero farcela senza di me.

 
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